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DOAMNDE

 DOMANDE



P.520 

La legge della domanda e dell'offerta può valere per il mercato del lavoro?

Il mercato del lavoro è l'insieme delle contrattazioni che hanno per oggetto la domanda e l'offerta del lavoro, in qualunque settore economico. Secondo Say, la legge della domanda e dell'offerta governa ogni tipo di mercato.

Cosa si intende per legge bronzea dei salari?

Legge in base alla quale la possibilità di rialzo dei salari è frenata, anche nelle fasi più favorevoli ai venditori di forza-lavoro, da una possibilità pressochè illimitata di reperire nuova manodopera.

Quali sono gli indicatori di base del mercato del lavoro?

Gli indicatori di base sono: la popolazione in età lavorativa (fascia di popolazione dall'età compresa tra la minima e la massima prevista per svolgere un'attività retribuita e quindi far parte del mondo del lavoro.), la popolazione attiva (quota della popolazione in età lavorativa che svolge effettivamente un'attività retribuita o è disponibile a farlo), il tasso di attività, il tasso di occupazione e il tasso di disoccupazione.

P.524

Cosa si intende con il termine disoccupazione?

Condizione degli individui che, pur essendo idonei a svolgere un'attività lavorativa e desiderosi di lavorare, non trovano un'occupazione.

In che senso la disoccupazione è stata interpretata per lungo tempo come una colpa individuale?

Questa opinione pubblica è un vero e proprio pregiudizio , secondo il quale chi non trova un impiego è responsabile della propria condizione, perchè pigro o eccessivamente pretenzioso.

Con quali misure è intervenuto lo Stato rispetto al problema della disoccupazione nel corso del XX secolo?

Per incrementare la domanda aggregata è necessario l'intervento dello stato che aumentando la spesa pubblica favorisce la ripresa dell'occupazione. importante è la responsabilizzazione del potere politico, l'assunzione diretta di nuovo personale alle dipendenze dello Stato.

P.532

Quale differenza c'è tra flessibilità del lavoro e dell'occupazione?

Del lavoro: possibilità di modificare l'attività  del lavoratore per adattarla alle congiunture della produzione.

Dell'occupazione: messa in discussione dei tradizionali aspetti giuridici e statutari del rapporto di lavoro, che privano il lavoratore di garanzie di sicurezza dell'impiego.

Qual è stata l'importanza del libro bianco di Biagi per il dibattito italiano sulla flessibilità del lavoro?

Nel nostro paese, il dibattito sulla flessibilità ha ricevuto un input decisivo dalla pubblicazione del Libro bianco sul mercato del lavoro in Italia, che esponeva i risultati della ricerca commissionata nel 2001 da Roberto Maroni.  Per quel che riguarda l'età, il Libro bianco evidenziava un tasso di disoccupazione giovanile tra i più elevati dell'unione Europea, dato significativamente correlato a una bassa percentuale di giovani laureati. Accanto alla disoccupazione giovanile, la ricerca metteva in luce un dato apparentemente contrastante: un tasso di occupazione inferiore alla media europea anche per quel che riguardava la fascia dei lavoratori anziani, compresi tra i 55 e i 64 anni di età. Quest'ultimo dato, se in parte può dipendere dal più ampio problema della disoccupazione che affligge il mercato del lavoro italiano, probabilmente affonda le sue radici altrove, e cioè nel particolare regime previdenziale vigente nel nostro paese, per il quale il diritto alla pensione è stato a lungo legato più all'anzianità di servizio (cioè agli anni di lavoro prestato) che a quella anagrafica (l'età della persona).

Per quel che concerne il genere, infine, l'indagine evidenziava il permanere della distanza tra il tasso di occupazione femminile europeo e quello nazionale (49,7% vs 42,3%), seppure con forti differenziazioni su base regionale. Tra i fattori che rallentano l'accesso al mondo del lavoro da parte delle donne italiane è certamente da segnalare la diffusa carenza di strutture pubbliche quali gli asili nido e le scuole d'infanzia,

Quali trasformazioni al mercato del lavoro italiano hanno apportato la legge 30/2003 e il successivo decreto legislativo n.276 del 10 settembre 2003?

Le sollecitazioni provenienti dal Libro bianco hanno trovato una concreta attuazione nella legge 30 del 14 febbraio 2003, conosciuta come ”legge Biagi” (anche se all'epoca già morto). Si tratta in realtà di una semplice legge-delega, che trasferisce al governo il compito di deliberare su occupazione e mercato del lavoro, mentre le effettive norme in materia risalgono al successivo decreto legislativo n. 276 del 10 settembre 2003. Il decreto legge del 2003 tenta dunque di dare attuazione al progetto di flessibilizzazione del mercato dal Libro e lo fa principalmente tramite l'introduzione di nuove tipologie di contratti di lavoro.

Qual è il punto di vista di Luciano Gallino sulla flessibilità  del mercato del lavoro?

Uno dei maggiori esperti in materia di trasformazioni del mercato del lavoro italiano, il sociologo torinese Luciano Gallino (nato nel 1927), a questo proposito sostiene che la richiesta di un mercato del lavoro più flessibile, lungi dal configurarsi come un meccanismo virtuoso che "lubrifica" il sistema produttivo, è piuttosto da intendersi come una conseguenza della globalizzazione economica, in particolare della concorrenza creatasi tra i lavoratori occidentali e quelli dei paesi in via di sviluppo. La debolezza di questi ultimi in termini di salari e di diritti garantirebbe cioè alle imprese disponibilità di manodopera a basso costo e omologherebbe verso il basso anche la condizione dei lavoratori occidentali, mettendone in qualche modo in discussione i diritti già acquisiti.

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