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I PIGMEI BAMBUTI

I PIGMEI BAMBUTI Dopo la fase empirica e osservativa di lavoro sul campo e quella successiva di interpretazione dei dati raccolti, la ricerca antropologica approda all'ultima delle sue fasi, che, come abbiamo detto in precedenza, consiste nella redazione di una monografia o di un articolo scientifico che presenta i risultati della ricerca. La monografia etnografica è la base del sapere antropologico; essa ha la stessa importanza delle inchieste in sociologia o degli esperimenti e dei casi clinici in psicologia. È, il punto di partenza delle comparazioni e delle sintesi teoriche contenute nei manuali o nelle trattazioni di storia dell'antropologia. Gli studiosi di orientamento interpretativo sostengono che scrivere una monografia etnografica significa compiere un lavoro di traduzione dalla forma della vita vissuta alla forma scritta. Secondo il già citato Clifford Geertz, il resoconto etnografico salva le culture dall'oblio e permette la conservazione di un autentico patrimo...

L'EVOLUZIONE DEL CONCETTO DI CAMPO

Il "campo" (in inglese field, in francese terrain) è il luogo, materiale e simbolico, in cui una cultura è prodotta e può essere osservata senza mediazioni dagli etnologi, che, all'interno dello spazio così delimitato, raccolgono i dati e costruiscono la loro ricerca. Nella storia dell'antropologia, il concetto classico di "campo" è quello codificato nell'opera di Malinowski: un territorio circoscritto, di piccole dimensioni, in cui vive una comunità che ha elaborato una cultura originale e riconoscibile. In pratica l'unità di analisi è il villaggio, oppure l'isola, la banda di cacciatori-raccoglitori, la tribù di pastori o la comunità agricola. Elaborato nelle isole del Pacifico, questo concetto di campo fondato sulla coincidenza tra unità spaziale e unità culturale già alcuni anni dopo si rivelò inadeguato a comprendere contesti sociali più ampi e complessi come quelli studiati dagli africanisti: i grandi regni nell'Africa centrale, le anti...

MALINOWKSI ALLE TROBRIAND

MALINOWKSI ALLE TROBRIAND Come abbiamo già avuto modo di vedere, negli anni della Prima guerra mondiale Malinowski soggiornò a più riprese nelle isole Trobriand, un arcipelago situato al largo delle coste sud-orientali della Nuova Guinea , abitato da una popolazione di papua-melanesiani. La prima spedizione durò 7 mesi, dall'agosto 1914 al marzo 1915, la seconda e la terza 12 mesi ciascuna (maggio 1915-maggio 1916; ottobre 1917-ottobre 1918). In questo periodo Malinowski imparò la lingua locale e si dedicò all'osservazione della vita sociale degli indigeni in tutti i suoi aspetti, pubblici e privati, materiali e simbolici. Da quelle osservazioni nacque Argonauti del Pacifico occidentale, pubblicato a Londra nel 1922, un classico dell'antropologia del Novecento. Gran parte del testo è dedicata alla descrizione del kula, un sistema di scambi circolari assai esteso che collegava una trentina di isole e alcune località della terraferma. Nel kula erano scambiati collane e bracci...

COME LAVORANO GLI ANTROPOLOGI?

COME LAVORANO GLI ANTROPOLOGI? Non è facile condensare in una definizione di poche righe le caratteristiche salienti della professione di antropologo. La letteratura antropologica infatti comprende  moltissime tematiche: spazia dall'osservazione delle malattie all'analisi dei sistemi di parentela, dalla decifrazione di antiche scritture alla comparazione di miti e leggende, dallo studio di scheletri di ominidi vissuti milioni di anni fa all'interpretazione della magia e della stregoneria. Si ha l'impressione che l'antropologia faccia propri gli interessi di tutte le altre scienze dell'uomo, riservando per sè una quota maggiore di libertà e coraggio.  Se il campo di indagine appare estremamente vario ed eclettico, al punto da rendere difficile la risposta alla domanda: "Di che cosa si occupano gli antropologie", meno arduo è spiegare come essi concretamente lavorano, perchè esiste un ancoraggio solido per questa risposta, rappresentato dal lavoro etnogr...

GLI STRUMENTI STATISTICI

  Gli strumenti statistici  La statistica è la scienza che si serve di metodi matematici per l'analisi e l'elaborazione di dati relativi a fenomeni collettivi, al fine di trarne conclusioni fondate e rilevanti.  Le scienze umane - così come la meteorologia, la medicina, l'economia - ne fanno sistematicamente uso.  L'operazione di tradurre in numeri l'oggetto della propria ricerca può essere compiuto in più contesti e diversi livelli, Ad esempio, il sociologo che conduce un'indagine su una popolazione può avere interesse a rilevare quante volte compaia ognuna delle modalità assunte  dal carattere che sta indagando, oppure quante volte una stessa modalità compaia in contesti e situazioni diversi. Questa operazione si chiama "misurazione ne di frequenza": ciò che possiamo misurare la frequenza assoluta e frequenza relativa.  Il complesso delle diverse modalità e delle rispettive frequenze con cui un carattere determinato si manifesta in una popolazione è ...

INTERROGARE LA REALTà PER RICEVERE RISPOSTE

   Interrogare la realtà per ricevere risposte  Nella ricerca la situazione è analoga: lo studioso pone domande alla realtà "costringendola" a piegarsi ai suoi interrogativi e ai suoi interessi, ma disposto comunque ad accettare le risposte che riceverà, e a mutare, in funzione di queste, la propria visone delle  cose. Ogni ricerca, qualunque sia l'ambito in cui nasce, prende avvio da un "problema", cioè da una situazione di "mancanza", di privazione, che è vissuta come disagio e che chiede di essere risolta  .  Talvolta il problema è un fatto concreto, che si impone all'attenzione degli studiosi e dell'opinione pubblica per la sua urgenza e gravità. Nel campo delle scienze umane raramente la ricerca è mossa da emergenze cosi impellenti, ma scaturisce comunque da fattori di criticità che stimolano l'interesse dello studioso.  Nell'ambito della psicologia sociale, ad esempio, lo psicologo statunitense Stanley Milgram (1933-1984) condusse...

IN CHE COSA CONSISTE LA RICERCA

  OLTRE IL CONSENSO Il senso comune tende spesso a farsi un'idea semplificata e imprecisa della ricerca scientifica. Sia che pensi al lavoro del ricercatore nel campo delle scienze umane sia che immagini scenari di ricerca in quello delle scienze sociali, l’opinione comune tende  a credere che l'attività di ricerca consista semplicemente in una "raccolta" di informazioni che la realtà elargisce spontaneamente.   Il buon ricercatore, è colui che ha la pazienza e la perspicacia per "cogliere" i dati che la realtà gli offre, per notare i particolari, per individuare gli elementi di interesse  e infine  per giungere a formulare affermazioni certe o plausibili.  A questa concezione il senso comune ne accosta un'altra, che ha dirette implicazioni sul campo specifico del nostro discorso, ossia quello delle scienze umane.  Se fare ricerca significa semplicemente raccogliere i dati che si offrono alla nostra osservazione, ne consegue che ognuno si sente au...